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Breve favola di Dino Buzzati pubblicata nel 1952, poi inclusa nella raccolta Sessanta racconti (1958).
Come in molte opere di Buzzati (si pensi a Il deserto dei Tartari), il protagonista vive in una sorta di prigionia esistenziale, in attesa di qualcosa che non arriva o che si rivela deludente: il re, isolato dalla sua stessa posizione sociale, ha la sensazione che la vita scorra via inesorabile tra doveri e cerimonie vacue.
Dino Buzzati Traverso
(San Pellegrino di Belluno, 16 ottobre 1906 – Milano, 28 gennaio 1972)
Scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano, considerato uno dei maestri del realismo fantastico del Novecento.
La sua opera è caratterizzata da atmosfere sospese, un senso di attesa metafisica e l’esplorazione dell’angoscia esistenziale.
Lavorò per tutta la vita al Corriere della Sera, dove fu cronista di nera, inviato di guerra e critico d’arte, influenzando il suo stile narrativo con una precisione cronachistica applicata all’assurdo.
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