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La vera immagine di Apollinaire che va tenuta presente in queste poesie traboccanti di erotismo, e dedicate a Lou e Madeleine, due sue amanti, è quella di un soldato al fronte durante il primo conflitto mondiale, di un uomo “in gabbia”, come tanti altri, immerso nell’orrore. Lo scrittore evade dalla realtà della guerra costruendo con la fantasia immagini voluttuose del corpo femminile, affidandosi al ricordo delle sue donne. Ma l’eccitazione erotica non resta mai fine a se stessa e si fa stimolante opera letteraria, che ci restituisce la ragion d’essere dell’uomo Apollinaire, creatore insieme di vita e di poesia.
Guillaume Apollinaire
(Roma 1880 – Parigi 1918)
Poeta francese, figlio naturale di una nobildonna polacca e di un italiano ex ufficiale borbonico, visse i suoi primi anni fra Roma, Monaco, Nizza, Cannes, Lione. Stabilitosi a Parigi nel 1902, partecipò alle più vivaci battaglie artistiche del tempo.
Fondò riviste e scrisse cronache d’arte. Fu il primo a sostenere i fauves, presentando nel 1908 opere di Matisse, Derain ecc.; appoggiò la «rivoluzione» cubista con uno scritto rimasto celebre, I pittori cubisti (Les peintres cubistes, 1913); entrò in contatto con F.T. Marinetti e scrisse il manifesto
L’antitradizione futurista (L’antitradition futuriste, 1913) e fu poi sempre pronto a cogliere l’importanza di artisti dalle tendenze anche disparate, da Delaunay a Picabia e a De Chirico. Arruolatosi nel 1914 e successivamente inviato al fronte, nel 1916 fu ferito alla testa.
Nel novembre 1918 fu stroncato dalla febbre spagnola.
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