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Castello di carte è una fiaba che critica il potere e l’avidità attraverso la storia di un avaro re di denari, contrapposto alle altre carte da gioco.
La fiaba si apre presentando il re di denari, un sovrano incredibilmente avido che, per accrescere la sua ricchezza, riduce le altre carte in condizioni di povertà e fame.
Le carte, stanche dei soprusi, si ribellano e il re di denari viene sostituito da un’altra carta, ma il nuovo governante si rivela presto altrettanto avido.
Il ciclo si ripete finché non entra in gioco il jolly, che si adatta a ogni ruolo. Tuttavia, dopo un po’ si stanca anche lui di dover fare tutto da solo e decide di lasciare la sua posizione.
In assenza di un sovrano, le carte decidono di non eleggerne un altro e di liberarsi per sempre della tirannia e dei soprusi.
Giovanni Francesco Rodari, detto Gianni
(Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980)
Uno dei più importanti e innovativi scrittori, pedagogisti, poeti e giornalisti italiani del Novecento.
È noto in tutto il mondo per aver rivoluzionato la letteratura per l’infanzia, rompendo gli schemi tradizionali e proponendo un approccio creativo e ludico alla scrittura.
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