I cigni selvatici

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Questa fiaba è un potente racconto sull’amore fraterno, il sacrificio, la determinazione e il trionfo dell’innocenza sul male e sul pregiudizio.
La storia si concentra sulla principessa Elisa e i suoi undici fratelli principi.
La loro felicità è interrotta quando il re, loro padre, sposa una regina malvagia (la matrigna). Questa lancia un incantesimo sui giovani principi, trasformandoli in undici cigni selvatici che volano via dal regno. La matrigna allontana anche Elisa, coprendola di stracci e mandandola a vivere in una casa di contadini in modo che il padre non la riconosca.

Hans Christian Andersen
(Odense, 2 aprile 1805 – Copenaghen, 4 agosto 1875)

Uno dei più celebri e influenti scrittori e poeti danesi, universalmente riconosciuto come il padre della fiaba letteraria moderna.
E’ considerato un pioniere nella scrittura per bambini, non con racconti moraleggianti, ma con storie che parlano direttamente al loro cuore e alla loro intelligenza.
Nelle sue fiabe sono spesso presenti i temi del diverso, dell’emarginazione e della trasformazione, che molti studiosi collegano alla sua vita e al suo riscatto sociale.
Nacque in una famiglia povera; suo padre era un ciabattino. La sua infanzia, descritta nella sua autobiografia La fiaba della mia vita, fu segnata da povertà e grande fantasia.
Dopo la morte del padre, si trasferì a Copenaghen, dove inizialmente tentò, senza successo, la carriera teatrale. Riconobbe la sua vocazione letteraria e, dopo aver studiato, ottenne il favore del pubblico.
Iniziò a ottenere fama internazionale nel 1835 con la pubblicazione della sua prima raccolta di fiabe.
Andersen ha scritto oltre 200 fiabe che si distinguono dalle fiabe tradizionali perché non si limitano a narrare leggende popolari, ma sono originali creazioni letterarie, spesso con una profonda malinconia e riflessioni sulla condizione umana, la bellezza, l’emarginazione e l’identità.