Non temere alcun male

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“Non temere alcun male” è la storia di un uomo di straordinario coraggio che racconta nove anni della sua vita trascorsi come prigioniero nelle carceri del KGB. Fin dagli anni Settanta Sharansky è portavoce dei dissidenti moscoviti, sia degli ebrei come lui, sia dei difensori dei diritti dell’uomo come Sndrel Sakharov. Nel 1973 gli venne negato per la prima volta il visto d’uscita e successivamente il KGB gli impedisce di raggiungere la moglie Avital, partita per Gerusalemme il giorno dopo il loro matrimonio; accusato infine di tradimento, crimine punibile con l’esecuzione capitale, è arrestato in una strada di Mosca nel marzo 1977.
Sharansky ricorda i sedici mesi di interrogatori da parte di funzionari del KGB, decisi a dimostrare, sulla basa di ortre venti volumi di “prove”, che è una spia americana, accusa completamente falsa. Processato, è condannato a tredici anni di carcere.
Sopravvivere e difendere la propria dignità è il suo obiettivo durante il lungo, durissimiperido della detenzione, mentre Avital lavora incessantemente per la loro causa, rendendola nota al mondo intero raccogliendo adesioni e sostegni.
Un’odissea che alla fine si conclude con la liberazione e pa possibilità di riunirsi alla moglie per raggiungere insieme Israele. “Non temere alcun male” è una lucida testimonianza della follia umana e un indimenticabile inno alla libertà.

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Anatolij Borisovic Šcaranskij
(1948)
nacque da una famiglia ebrea e si laureò in matematica applicata all’Istituto di fisica e tecnologia di Mosca. Dopo che nel 1973 gli fu negato il visto di espatrio per Israele per ragioni di sicurezza nazionale, lavorò come interprete di inglese per il famoso fisico e dissidente Andrej Sacharov, divenendo a sua volta attivista per i diritti umani. Sharansky fu anche tra i fondatori oltre che portavoce dell’Helsinki Watch Group di Mosca, un movimento costituito da ebrei e Refusenik, noto anche come gruppo di Jurij Orlov. La richiesta di matrimonio avanzata da Sharansky nel 1974 fu respinta dalle autorità sovietiche. Sposò quindi la moglie Avital con una cerimonia religiosa non riconosciuta dallo Stato, in una sinagoga di Mosca. Hanno due figlie, Rachel ed Hannah.

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